aida talliente

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AKRteatro

AKR è l’acronimo di αχορoς (akoros), termine greco che compare per la prima volta nel Prometeo di Eschilo. Letteralmente può voler dire "fuori dal coro", ma nella tragedia di Eschilo è tradotto come "canto senza danza" o "di guerra". AKR è un bacino di intenzioni. Un collettivo organizzato secondo una struttura non gerarchica che predilige l’incontro ed il contatto diretto e che ha come obiettivo la produzione di materiale Musicale, Teatrale e Video.

Al-varo - compagnia

Di Achille Campanile, autore comico travolgente ma per alcuni aspetti sicuramente un po’ datato e comunque rischioso da mettere in scena, ci interessa la scrittura, priva di un centro stabile, ricca di digressioni e cambiamenti improvvisi.
Energia dinamica, ritmo, parole in movimento.
Associazioni e scarti. Improvvise sintesi e inattesi straniamenti.
La banalità del linguaggio, codice grottesco e inaffidabile, sorprende, lasciando inermi e sgomenti.
Il suono ha un ruolo fondamentale e molteplice: oltre che voce (testo) è musica e rumori.

Alessandra Costa - Compagnia Balafori

La coreografa, Alessandra Costa, ha vissuto e fondato la propria compagnia in Francia, da poco ha ripreso la residenza italiana anche se vi ha montato le proprie creazioni negli ultimi 5 anni collaborando con altre associazioni e luoghi di creazione. Alessandra Costa, insegnante e coreografa, ha danzato in Italia e all’estero con il Zadith Ballet Theatre e nello spettacolo Good Luck con Gene Anthony Ray (Leroy in Fame). Nel 1986 e nel 1991 ha danzato con la compagnia Enzo Procopio negli spettacoli Petali e Mladi.

Alessandra Cristiani

Il materiale corpo è al centro della mia indagine. Attraverso la frequentazione dei seminari dei maestri giapponesi, che hanno diffuso la danza Butoh in Europa, cerco di attivare un particolare ascolto della dimensione corporea, per mezzo della quale attingere e accedere a profonde radici e necessità personali. Volta per volta imput e stimoli del presente portano a connettermi con quella voce più interna. Reciprocità tra uno spazio interno ed uno esterno. Modalità visive o di visione cercano di risolvere in scena tale dialogo.

Alessandra Giambartolomei

“Ogni trasformazione è il frutto di un processo che si compie”. Prendo a prestito queste parole di Silvia Rampelli perché rivelano il centro del mio personale interesse per la danza. Credo che non ci sia danza al di fuori di un “lasciarsi accadere” che ecceda la volontà, il progetto, l’urgenza del compimento della rappresentazione. L’originare un atto nella sua purezza è una condizione ineludibile nel mio processo creativo, non nella presunzione di realizzarla, ma nella disposizione ad accoglierla.

Alfonso Benadduce Teatro

Alice 02teatro

Alice Bariselli

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