AKRteatro

Linee Artistiche: 

AKR è l’acronimo di αχορoς (akoros), termine greco che compare per la prima volta nel Prometeo di Eschilo. Letteralmente può voler dire "fuori dal coro", ma nella tragedia di Eschilo è tradotto come "canto senza danza" o "di guerra". AKR è un bacino di intenzioni. Un collettivo organizzato secondo una struttura non gerarchica che predilige l’incontro ed il contatto diretto e che ha come obiettivo la produzione di materiale Musicale, Teatrale e Video. AKR impara e diviene, giorno per giorno, calderone di collaborazioni autonome e maldisposte, aperte alle contaminazioni, e trova tra le sue diversità e le sue varie umanità la voglia di lavorare assieme, per resistere all’aria inquinata che ci circonda, al delirio di segni che ci accompagna, per muoversi come un’armata poco disciplinata e assolutamente incline alla diserzione. La musica è il luogo dove AKR vede la luce. AKR produce dischi, colonne sonore per cortometraggi e spettacoli teatrali, sonorizzazioni elettro-acustiche dal vivo e sessioni di improvvisazione. La passione per il video passa direttamente dall’utilizzo che se ne può fare nelle arti performative. L’obiettivo è la sensazione, la violenza agli occhi, la vibrazione alla pancia, il suono. I nostri video vivono soprattutto nelle performance, sotto varie forme, e generalmente live. Il teatro è il punto di intersezione tra i diversi progetti. Alla base del suo modo di essere c’è la voglia di interpretare il teatro in un modo antitetico ai meccanismi gerarchici imposti dall’industria culturale. Quest’intenzione si traduce nel far vivere il proprio teatro in tutti quei luoghi dove risulta necessario, viaggiando di città in città per tessere relazioni e proporre contenuti. Le diverse parti che compongono un evento teatrale non sono, nel nostro lavoro, ordinate secondo una gerarchia, bensì cooperano integrandosi per costituire la forma del nostro teatro. La necessità di abolire la logica della narrazione consegna alla composizione complessiva immagini, quadri e suggestioni il cui ruolo è quello di attenuare, lo ripetiamo, la predominanza della parola sulle altre componenti. Il nostro processo creativo è collettivo, costruiamo i nostri lavori attraverso discussioni e improvvisazioni nelle quali musicisti, attori, tecnici, videoartisti e autori hanno lo stesso peso.

Attività: 
teatro, musica, video
Principali Produzioni: 

Trilogia del Dolore

la ribellione nel tempo

PRIMA REGOLA: non essere salvata burning antigone - 2010

E.C.F.C. eravamo così folli che... - 2010

Post- - 2011

La nostra ricerca gira intorno al tema della ribellione. Muove dalla ribellione nel tempo della tragedia antica arrivando al tempo della ribellione armata e organizzata che caratterizza il novecento europeo. Per fare ancora un passo in avanti e oltrepassare la soglia degli anni 2000. Centro teorico e guida della nostra riflessione è questo paradigma:

Ribellione senza corpo

Ribellione per liberare il corpo

Ribellione contro il corpo

 

In PRIMA REGOLA: NON ESSERE SALVATA burning antigone ci muoviamo nel campo ristretto della famiglia - la stirpe di Edipo - nel campo privato di un’eroina sola che attraverso l’affermazione di sé si scopre, per la prima volta, individuo. La ribellione è privata, ma non per questo meno universale: Antigone si oppone alla legge di Creonte confrontandosi con la figura di Ismene, vertice di un triangolo di specchi che riflette frammenti di ognuno dei tre personaggi.

In E.C.F.C. allarghiamo il campo introducendo figure, i terroristi europei, che per affermare un ideale - che non vedranno mai realizzarsi - annullano il loro sé, lo sacrificano insieme alla propria vita e alla propria morale circondati dal rifiuto più assoluto di coloro che considerano i beneficiari della propria azione.

In questa terza parte, dal titolo provvisorio POST- vogliamo considerare non più l’individuo o l’insieme di individui bensì la massa e attraverso questo indagare quello che è il movimento del tempo attuale laddove l’individuo, nell’illusione dell’esaltazione del sé attraverso il replicare di modelli alieni rispetto al sé, scompare e si perde in una massa di cloni. In questo il corpo, da sempre territorio di regolamentazione e controllo sociale, luogo di incrocio e scambio tra morale e ideologia, assume oggi, grazie alla suggestione del post organico, una valenza culturale e politica ancora più radicale nella repentina ridefinizione della sua identità attraverso le possibilità offerte dalla tecnologia e dalle sue suggestioni.

Scoperta del sé 

annullamento del sé

esplosione nell’infinito attraverso il dolore

 

POST- debutto previsto nel mese di giugno 2011

Testo e regia AKRteatro

Proiezioni live e light design Domenico Catano

Musica Akoros e Domenico Catano

Prduzione AKR2011 in collaborazione con effimerateatro, NNU e TeatroForte

Con il sostegno di TheaterHausMitte Berlin

con Maria Laura De Bardi e Aurora Kellermann

Riflessioni intenzionali

Il corpo è sacro. Il corpo esercita una forza uguale e contraria a quella che viene esercitata su di lui dall’esterno. Il corpo agisce, il corpo muore. Il corpo è un sistema chiuso: il primo passo dell’evoluzione è stato il comparire della membrana cellulare, ovvero la separazione dello spazio interno da quello esterno. Eppure la tendenza è quella di considerare le persone sempre più come un conglomerato anonimo di dati e per questo l’invisibile membrana che ci separa gli uni dagli altri, che divide le cellule che formano l’organismo società, pian piano si sta dissolvendo. La ribellione trova ora luogo nel corpo, nell’idiosincrasia fra il corpo e la sua presenza, fra il corpo e la sua immagine, fra il corpo e il suo desiderio. La morte è rifiutata, allontanata, scongiurata attraverso la speranza offerta dalle macchine. La lingua perde la sua funzione di veicolo del discorso, esce dalla sua logica per distaccarsi completamente dalla dinamica eterea della comunicazione linguistica. Un respiro è già l’impedirsi di una morte, un battito del cuore una piccola vittoria, i rumori prodotti dai corpi, al loro interno, sono il grido di battaglia. Battaglia fra organico e inorganico, umano e ... La quantità di "succedanei della realtà" offerti ai nostri sensi non riescono mai a soddisfare la fame di impulsi che è la malattia dei nostri giorni. Nel tentativo di moltiplicare la propria presenza ci si dimentica però di esserci e la scatola di specchi che ci avvolge con i suoi mille riflessi non può che raccontare un’assenza.

 

E.C.F.C. eravamo così folli che...

Testo e regia AKRteatro

Proiezioni live e light design Domenico Catano

Musica Akoros e Domenico Catano

Costumi Jeannine Simon e AKR

Fotografie Markus Götze

Prduzione AKR2010

in collaborazione con effimerateatro, NNU e TeatroForte

Si ringraziano Fabio Massi e U.B.Kant

con Maria Laura De Bardi, Aurora Kellermann, Carsten Wilhelm e Frediano Bortolotti 

Ribellarsi è umano, naturale. Cosa porta il terrorista a diventare terrorista? Cosa porta una persona a farsi martire indesiderato per il bene di una società che lo rifiuta? Evitiamo giudizi e moralismi per esplorare quel territorio che si insinua fra il pensiero politico e l’azione politica e identificare quella scintilla che trasporta i nostri personaggi dal mondo delle idee a quello delle azioni. In questo abbandono della morale, ricerchiamo il lato intimo della scelta della clandestinitá: i nostri interrogativi sono personali prima che politici, il movimento che andiamo a ricercare è quello dei corpi prima che delle idee. Perchè c’è sempre qualcosa di enorme che si frappone fra il pensiero e l’azione. In primo luogo la lotta armata è azione di guerra – e la guerra la si combatte con il proprio corpo. Il travestimento, nascondiglio nella propria stessa pelle, diventa una dichiarazione di guerra, lo spogliarsi un doloroso dono fatto ad un prossimo che altro non può fare che distruggere quel corpo che non sa accogliere. Il nostro intento, un’intento assolutamente criminale, è far sì che ognuno, nel proprio intimo, ascolti anche solo per un attimo la voce rabbiosa del terrorista che c’è in lui. Tanto è solo teatro.

E.C.F.C. è un progetto multiforme che comprende uno spettacolo dalla forma mutevole che si ridefinisce ogni volta nello spazio a disposizione, una campagna di street performances, una serie di videoclips sotto il nome di E.C.F.C. Die Revolution geht in Urlaub/La rivoluzione in vacanza realizzati nell’estate 2010  e una serata Video+Performance pensata per gallerie e locali.

E.C.F.C. è in primo luogo una raccolta di domande sulla lotta armata, sugli eventi degli anni settanta e ottanta in Italia e in Germania visti con gli occhi di chi non ha vissuto gli anni di piombo o l’autunno tedesco. Per colmare questo vuoto creiamo un mondo senza storia utilizzando forme diverse, teatrali e non, che compongono uno spettacolo stilisticamente eterogeneo e al contempo organico. Non si tratta di un lavoro legato alla memoria storica di quel periodo, piuttosto vuole essere una discussione a- morale sul tema, una discussione intima, personale, emotiva. Ribellarsi è umano, naturale. Cosa porta il terrorista a diventare terrorista? Cosa porta una persona a farsi martire indesiderato per il bene di una società che lo rifiuta? Che sia solo follia?

Calendario

23.03.09 Ultimo assalto al cielo del ’900 - Teatro del Carmine, Orvieto

4.04.2009 Far vincere i perdenti senza renderli dei vincitori, eravamo così folli che...- Selezione Premio Scenario, L’Aquila

28.06.2009 E.C.F.C. Ultimo assalto al cielo del ’900 video, 6 min - NodeFest, Forte Prenestino, Roma

09.08.2009 E.C.F.C. Ultimo assalto al cielo del ’900 video, 6 min - Café Müller Hamletfabrik, Forte Prenestino, Roma

5.01.2010 E.C.F.C. eravamo così folli che...- Theaterkapelle, Berlino

21.03.2010 E.C.F.C. die fünfte Generation - Roter Salon der Volksbühne, Berlino

22.03.2010 E.C.F.C. die fünfte Generation - Fehre6, Berlino

14.-15.07.2010 E.C.F.C. so verrückt waren wir - Fringe Festival – Monsun Theater, Amburgo

25.08.2010 E.C.F.C. die moralische empörung in aktion zu verwandeln - Bar25, Berlino

13.09.2010 E.C.F.C. pot-pourri - Theaterherbst, Greiz

04./17.12.2010 E.C.F.C. die Revolution geht.. Video + Performance - Rroma Aether Theater Klub, Berlin

Scrivono su di noi

E.C.F.C. KFZ Kaltstart Festival Zeitung #1.3. 16.07.2010 di Alexandra Müller

“AKRteatropone ogni sorta di domande, contenutistiche quanto estetiche: “Cosa porta il terrorista a farsi terrorista?” La cosa migliore: Non danno risposta alcuna. In „E.C.F.C eravamo cosi folli che – wir waren so verrückt, dass“ il gruppo, proveniente da Roma, si produce nelle diverse forme della resistenza violenta - in due lingue. E.C.F.C. È una mappa mentale teatrale, una macchina di associazioni che porta al riso e pone domande. Perfetto nella sua pianificazione drammaturgica, non cade nella trappola della morale.”

 

PRIMA REGOLA: non essere salvata burning antigone

Testo e regia AKRteatro

Proiezioni live e light design Domenico Catano

Musiche Riccardo Cocozza e Domenico Catano

Canzoni Dal Fango di BON.NOT, Confine di AKOROS

Scenografia e costumi AKR

Fotografie Claudio Oliva

Si ringraziano Fabio Massi e Valentina Versino

Produzione AKR2010 in collaborazione con TeatroForte

con Maria Laura De Bardi e Aurora Kellermann

Una fiamma che divampa improvvisa e arde alta e intensa fino al cielo: la natura di Antigone è questa. Il suo destino è tutto proiettato in avanti: Antigone non guarda mai al passato, ma è il desiderio a guidare e ispirare le sue scelte. Ismene al contrario si fa acqua, scegliere di continuare a vivere, a scorrere, dolorosamente a ricordare. La scelta nella dimensione delle sue opposte possibilità è il centro di questa nostra tragedia: Eteocle e Polinice, poi Antigone e Creonte e Polinice, infine, una volta per tutte, Antigone e Ismene. Scopriamo un’Antigone che non interagisce di fatto con alcun personaggio, tranne che con gli spettri interiorizzati che la accompagnano lungo la storia. Troviamo un’Ismene che altro non può fare che evocare il fantasma della sorella e rivivere, ancora rivivere, la follia della loro tragedia. È qui che sentiamo la necessità di dare a queste due mitiche figure un corpo, fatto di carne ed ossa, fatto di pene, dolore, ripensamenti e indecisioni. E in questo scopriamo la grandezza di due sorelle e la loro unicità nell’andare incontro e di accompagnare alla morte. Perché non solo si può scegliere la morte, ma si può scegliere anche di quale morte morire. E la morte stessa può divenire atto d’amore.

Calendario

16-17.04.2010 TeatroForte, Roma

18.06.2010, csa ExEmerson, Firenze

26.07.2010, La Lampara, Pescara

10.08.2010 Indyfest, Catignano (Pescara)

30.10.2010 Teatro comunale di Toffia

31.10.2010 Il Lanificio, Roma

21.01.2010 Interzone Cinema Teatro Lux, Pisa

Scrivono su di noi

PRIMA REGOLA: non essere salvata burning antigone Krapp’s last post 26.04.2010 di Simone Pacini

“È un’Antigone “tra legge e sangue” quella messa in scena dal collettivo romano (in scena due attrici, un musicista e un veejay/light designer). Un’Antigone che entra con cappuccio, megafono e look da manifestante. Per poi spogliarsi, raddoppiare, diventare sinuosa, giocare con le ombre, con la parrucca e la maschera. Danzare, urlare, suicidarsi. Fragile e coraggiosa. Un’Antigone underground come le musiche che escono dagli strumenti (basso e chitarra) e dal computer. Un’Antigone del sottobosco. Un’Antigone “riot girl”.”

ALTRE PRODUZIONI

AKRteatro

ANTIGONE01

Antigone, aggrappata a leggi eterne, non sa muoversi nel tempo. Non ha dubbi nè pause di riflessione, agisce impaziente. Determina il corso delle cose, ma non dà tempo ai frutti della sua azione di maturare. Rovina sè stessa, la famiglia e la città. Dissipa il bene che, senza crederci, ha prodotto.

20.11.2006 MINDSURGERY#1, csoa AURO E MARCO, Roma

29.06.2007 TeatroForte, csoa Forte Prenestino, Roma

30.06-1.07.2007 DUNCAN3.0, Roma

13.07.2007 Festival delle Arti 2007 di Bologna

7-8.092007 LA NOTTE BIANCA, Biblioteca Centrale Ragazzi, Roma

2.10.2007 ASSAGGI Generatore Nomade2007, Scuderie Estensi, Tivoli

7.03.2010, MatutaTeatro, Latina

10-11.04.2010, Teatro Ygramul, Roma

 

METAMORPHOSIS

Istallazione sonora. Metamorfosi come trasformazione e passaggio. Tutto si mischia e si scinde, per ritornare al silenzio; dal nulla si ritorna al nulla. La nostra trasformazione, avviene nella radice del suono, che più tecnicamente, si traduce nei continui salti tra rumore e strumenti, tra suoni digitali e corde. L’importante è il percorso, a volte comodo e dolce in accordi di chitarre, a volte freddo e spigoloso, come una lastra di ferro. E poi il suono evoca immagini; le stesse immagini che ci saranno vicine.

06.2008 installation, elettronic vj-set, DUNCAN3.0, Roma

06.2009 installation, elettronic vj-set, EFFETTI DI MOVIMENTO csoa Forte Prenestino, Roma

 

V_ IBRIDO

Ciborg racconto per ragazzi di ogni età con sonorizzazione strumentale e videoproiezioni live.

2008 DUALFEST 08, Marino

 

SOPHIA storia di stra-ordinario lavoro

“Migrare non è un reato [come afferma la legge italiana], ma un percorso di trasformazione della propria vita e del mondo. Migrare è una sfida complessa, determinata da molte cause. Migrare non è solo disperazione, ma anche desiderio di conquistare nuovi diritti, esplorare terre e culture differenti. Migrare può generare frustrazione o felicità, sogno o incubo, chiusura identitaria o apertura di orizzonti, sfruttamento o ribellione, schiavitù o dignità”. Il viaggio in una nazione straniera diventa per Sophia l’inizio di un incubo, fino alla degenerazione più totale che comprometterà la sua libertà. Il suo vissuto viene descritto come fotografia di un luogo e come espressione delle sue sensazioni. Il suo racconto procede per snodi fondamentali, incroci vitali, emozioni coagulate sottopelle.

22-23.01.2009 FESTIVAL LASCIA LA TUA IMPRONTA a cura di R.A.T.A., TeatroForte , Roma

10.012009 RASSEGNA CORTINROSA, Roma

24.04.2009 FESTIVAL LIBERinARTE Rieti

30.052009 FESTIVAL DELLE CULTURE ANTIFASCISTE, Bologna

14.06.2009 csoa Insurgencia, Napoli

7.062009 csoa Intifada, Empoli

18.12.2009 RASSEGNA T.I.R., Florian Teatro Stabile D’Innovazione, Pescara

 

QUO VADIS GRANDE FRATELLO?

Docu-fiction realizzata con contributi video e audio live.

24.10.2009, DUALFEST 09, Marino (Rm)

 

COPRODUZIONI

HAMLET:MASCHINE OPHELIA REGIA: Uwe Schmieder

Produzione: NNU, Berlino Co-produzioni AKRteatro, effimerateatro, TeatroForte

La Hamletfabrik – progetto di residenza inernazionale per lo spettacolo HAMLET:MASCHINE OPHELIA su testi di M. Mueller - è “balletto vivente di morti viventi e vivi già morti”, uniti in un rivoluzionario coro. Gli interpreti sono fra loro diversi, parlano lingue diverse – ma significanti della stessa, unica rivendicazione artistica. Come macchine-uomini-müller alla ricerca di una forza rivoluzionaria. Amleto e Ophelia sono sempre, ancora, alla ricerca dell’amore sul campo di battaglia fra uomini e donne, che diventerà teatro.

8.08.2009 csoa Forte Prenestino, Roma

7-10.01.2010 Theaterkapelle, Berlino

9-19.09.2010 Theaterherbst, Greiz

AKRmusica

in_controtempo di les temps reviens 2004

disponibile al silenzio di bon.not 2006

o.s.t. raccolta di colonne sonore originali per AKR di akoros vs. akr 2006

e intanto fuori piove di BON.NOT 2009

 

AKRvideo

zerouno di D. Catano, corto digitale focalizzato sulla dualità Vittima/Carnefice - 2004

ombra di D. Catano , performance digitale su un aspetto privato dell’omicidio di Carlo Giuliani - 2005

qohelet di A. Giannone, performance digitale un video ironico sulla pena di morte - 2006

maizun di D. Catano, corto digitale (2006), ispirato a le “Lettere” di Antonin Artaud - 2006

inutile di A. Giannone, video clip (2006), di un brano di “disponibile al silenzio” - 2006

11(reading) di C. Ciampoli, video clip (2007), racconta un viaggio onirico di un uomo e una donna - 2007

E.C.F.C. Ultimo assalto al cielo del ’900 di D. Catano, video performance sull’omonimo progetto teatrale - 2009

E.C.F.C. die revolution geht in urlaub/la rivoluzione in vacanza di D. Catano, serie di videoclips - 2010

Telefono: 
328 4595955 329 9754811
Fax: 
Responsabile Organizzativo: 
Maria Laura De Bardi
Direzione Artistica: 
Domenico Catano e Riccardo Cocozza
Sede Lavorativa: 
TeatroForte c/o csoa Forte Prenestino
Sede Organizzativa: 
via Cassia 550 00189 Roma
Database: 
Database Lazio
File: