Alfonso Benadduce Teatro

Linee Artistiche: 
Attività: 
Principali Produzioni: 

Sede Organizzativa: via Adigrat 12 00199 Roma
Tel: 06 86328027 - 338 4224853
Fax: 06 5741189
mail: teatro@alfonsobenadduce.com
Legale rappresentante: Alfonso Benadduce
Responsabile organizzativo: Marta Renzi
Direzione artistica: Alfonso Benadduce, Francesca Cutolo
Attività: teatro, laboratori.
Principali produzioni:
2006 Agogno la gogna - anteprima: mostra internazionale di arte contemporanea diretta da Achille Bonito Oliva, Certosa di Padula. Prima nazionale: ex carcere minorile di S. Michele, Roma.
2006 Sempre perdendos - debutto Roma/Torino: capitale mondiale del libro. Lingotto di Torino; Casa delle Letterature, Roma.
2003 Paradiso perduto pandemonio da John Milton - prima nazionale: Teatro Sala uno, Roma; Auditorium del Teatro Bellini, Napoli;
Leuciane Festival, Caserta; Festival Troia Teatro, Puglia.
2003 Estasi monomanie su Diana e Atteone - immagini da Pierre Klossowski. Anteprima: Mostra internazionale d’arte contemporanea “Le opere e i giorni’” diretta da Achille Bonito Oliva, Certosa di Padula. Prima nazionale: Mercadante Teatro Stabile di Napoli, Villa Campolieto - Maggio dei nuovi teatri.
2003 Melopea d’addio - danzodramma su Amore di Giorgio Manganelli: Festival Raccordi Casa delle Letterature, Roma; Teatro Galleria Toledo, Napoli; Teatro dell’Orologio, Roma.
2002 La morte del giovane principe - ideato per il festival di Volterra. Ripreso al Teatro di Arcidosso.
Linee artistiche:
Alfonso Benadduce (1974) autore, attore, regista, intraprende nel 1990 un’attività teatrale refrattaria ad ogni percorso formativo tradizionale, attraversando liberamente esperienze di creazione e sperimentazione. Nel 1998 la sua prima regia. La sua poetica, fortemente indipendente, pone direttamente al centro l’arte come tragedia, un processo di scarnificazione che mira al necessario. L’uso estremo della voce, il corpo che si fa teatro sono i momenti principali del gesto artistico che, nell’esasperazione del suo grido, diventa atto di derisione, pura azione comica. La scena nuda, i suoi elementi violenti e visionari, i costumi come opere per l’opera segnano lo spazio varcando buio e luce. L’attore nelle sue apparizioni e sparizioni assume tragicamente la forma che occorre per accogliere in una feroce comunione tutti i limiti. La rigorosa composizione dei testi e la severa scrittura scenica fanno si che attori e luogo diventino un’unica invenzione.

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