Barbara Saba

Barbara Saba in Milonga Merini. Tango poesia e follia
Attività: 
Produzione teatrale
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Milonga Merini. Tango poesia e follia

Il 13 maggio 1978 viene approvata una legge che cambierà la storia italiana: la legge “Basaglia”, con la quale inizia la riforma dell’assistenza psichiatrica attraverso la chiusura dei manicomi.
Luoghi di solitudine, di costrizione, di violenze. Luoghi che accoglievano ogni tipologia di disagio mentale creando un’unica categoria di persone: i pazzi, i folli.
La pazzia veniva identificata come una mancanza di adattamento che il malato mostra nei confronti dell'ambiente e per questo ne viene escluso. Il pazzo è solo e vive di inquietudine e di angoscia. Si deprime e si autodistrugge. Si spegne lentamente.
E proprio nel 33° anniversario dell’approvazione della legge Basaglia, e nel mese della donna, il nostro pensiero è andato ad Alda Merini: questo spettacolo è dedicato a lei, come nobile testimone di un doloroso capitolo della storia del nostro paese.
Il progetto “Milonga Merini. Poesia, tango e follia” nasce dalla convinzione che ci sia un fortissimo legame tra solitudine, pazzia e arte. Dalla solitudine della pazzia nasce l’arte in una delle sue più nobili forme: la poesia.
Ed è proprio la poesia che ha salvato Alda Merini, poiché solo continuando a vedere il bello nel brutto, il poetico nel deprimente, ha potuto rimanere integra a se stessa. Vincere il buio, quelle “ombre nella mente” che l’hanno portata più volte nel luogo che, come racconta lei stessa, l’ha uccisa e fatta rinascere: il manicomio.
Alda Merini scriveva poesie, era il suo modo di vivere la vita, gli eventi, gli affetti. Le sofferenze che ha attraversato le sono servite per scandagliare più in profondità l'anima, portandola a raccontare dolore, follia, carnalità, spiritualità, amore e famiglia come una donna mai prima era riuscita a fare.
Il progetto “Milonga Merini. Poesia, tango e follia” vuole ricordarla tramite le sue poesie, accompagnate da brani suonati e cantati, alcuni dei quali inediti.
Si assisterà ad uno spettacolo dove il pensiero di una grande poetessa e l’energia della musica si uniranno in un unico racconto di vita. Un racconto che parla anche attraverso il Tango: oggi strumento di una nuova modalità di approccio psicoterapeutico per chi soffre di disagi mentali. Il ballo argentino - patrimonio mondiale dall’Unesco - porta con sé quei valori di tolleranza e integrazione indispensabili per la società moderna: il tango è un pensiero triste che si balla, ma con il suo “abbraccio” favorisce il contatto, la comunicazione tra gli individui.

Milonga Merini è un luogo speciale. È la milonga della poesia. È la casa delle parole, della musica e della passione. È un luogo dove si canta, si danza e si racconta, e la padrona di casa è una poetessa.
È una giovane Alda Merini quella che ci accoglie nella "sua" milonga e ci regala i suoi versi, racconti, ricordi, amori.
Una poetessa che ha molto amato e molto combattuto, e le sue armi erano quelle della poesia.
Lavorando a questo progetto sono stata colpita subito da come le poesie di Alda Merini si sposino perfettamente con le sonorità del tango, da come condividano con questa musica la passione d’amore senza consolazione, la struggente malinconia e insieme una vitalità inarrestabile.
Raccontare Alda attraverso la musica, inoltre, è anche onorare la sua seconda grande passione: suonava il piano, ma dovette smettere. Fu un grande dolore, come racconta lei stessa.
Focalizzando l'attenzione sulla prima parte della sua vita, dall'infanzia durante gli anni della guerra, alla scoperta del suo talento poetico, all'ingresso nei salotti intellettuali di Milano (appena quindicenne), alla relazione con il poeta Manganelli, agli anni terribili del manicomio, il racconto si snoda attraverso il linguaggio del tango, con la sua capacità di coniugare tristezza e passione, vita e morte, felicità e follia.

Carmen Giardina (regista)


 

Responsabile Organizzativo: 
Ilaria Rossi
Direzione Artistica: 
Barbara Saba
Database: 
Database Nazionale